domenica, ottobre 18, 2015
venerdì, ottobre 16, 2015

Sole e Luna, la stessa polarità della quale fanno parte i due Messia.
Secondo le tradizioni cabalistiche il primo Messia sarà la preparazione alla venuta del secondo. Sui loro rispettivi ruoli ci sono parecchie opinioni. Il Gaon di Vilna afferma che il Messia figlio di Yosef è il culmine di quel processo di redenzione che avviene gradualmente, in un modo che a prima vista sembrerebbe un’evoluzione naturale, un processo storico e umano. Tra i compiti del ben Yosef c’è quello di portare l’umanità ad una situazione economica generale molto florida, tale da consentire il superamento di quelli che per millenni sono stati i problemi basilari per la maggioranza delle persone: cibo, vestiti, alloggio, sopravvivenza fisica. Nel far ciò egli userà uno squisito talento economico ed organizzativo, simile a quanto dimostrato dal suo famoso antenato Yosef, che fu viceré d’Egitto e che seppe fronteggiare con estrema oculatezza una grave crisi alimentare. Così facendo Yosef trasformò ciò che doveva essere una carestia catastrofica in un’occasione per aumentare la ricchezza dello stato e dei cittadini (Genesi 41). Come il suo antenato, il Messia ben Yosef possiederà una rettitudine e un’integrità senza paragoni, e dimostrerà che il vero successo negli affari si ha solo conducendoli in modo onesto.
Egli preparerà la strada alla venuta del secondo Messia. Sarà lui che inizierà il raduno dei dispersi d’Israele, ricostituendo lo stato d’Israele nella terra d’Israele. Avrà una grande influenza politica sui governanti del mondo, e li preparerà ad accettare la pace che il secondo Messia porterà in modo pieno e definitivo. Il superamento dei problemi economici è di fondamentale importanza se si vuole che anche la gente comune abbia più tempo e possibilità di dedicarsi allo studio e all’approfondimento della Torà, attività che sarà destinata a diventare la più importante e quotata tra tutte le occupazioni umane. Il Figlio di Yosef saprà come ridistribuire gli utili delle grandi compagnie in maniera più equa, eliminando le gravi ombre di sfruttamento e discriminazione, le evidenti ingiustizie sociali che oggi in molti casi macchiano il patrimonio dei più ricchi. A tale scopo, egli saprà come far rispettare le leggi della Torà sulla Decima, sul riposo Shabbatico, sull’anno di Shmità e sul Giubileo, leggi che saranno pubblicamente rispettate, insieme alla pratica molto diffusa della Tzedakah (la beneficenza).
Secondo il Gaon di Vilna il Messia ben Yosef non dovrà necessariamente morire. Un supporto a questa tesi si trova in Genesi 45,26, nell’espressione: “od Yosef chai” = “Giuseppe è ancora vivo”. Giuseppe, venduto come schiavo dai fratelli, per molti anni fu creduto morto dal padre Giacobbe, che alla fine ebbe però la sorpresa incredibilmente gradita di scoprire come il figlio fosse invece vivo e vegeto! In modo analogo, il Messia ben Yosef, se sostenuto dalle preghiere e dall’appoggio di tutti noi, non dovrà morire. Il Messia Ben David viene per guidare l’umanità alla sua rettificazione finale e completa.
Cabalisticamente parlando, il primo Messia riflette ciò che lo Zohar chiama “Itoruta de-letata” o “Risveglio dal basso”. Si tratta della somma degli sforzi di quanti non hanno mai cessato di credere nella possibilità di rettificare se stessi e il mondo. È il sommarsi delle buone azioni compiute dai giusti di centinaia e centinaia di generazioni. Il “risveglio dal basso” è il frutto dell’operare umano, e corrisponde al lato sinistro dell’Albero della Vita, quello della Ghevurà, del Timor di Dio. Dice il Talmud:“tutto è nelle mani del Cielo all’infuori del Timore del Cielo”. In altre parole, non possiamo pretendere che sia la stessa Provvidenza a farci aprire gli occhi sull’esistenza di Dio e dei misteri superiori, e sul bisogno di adeguare le nostre azioni e il comportamento quotidiano ad esse. L’accettazione del “giogo del Regno dei Cieli” dipende soltanto da noi stessi.
Invece, il Messia figlio di Davide sarà l’“Itoruta de-le-ila”, il “Risveglio dall’alto”, la risposta di Dio al grido delle sue creature, alle loro incessanti preghiere e sforzi; sarà l’intervento diretto e miracoloso della potenza divina, capace di trasformare in modo definitivo il corso della storia umana. Si tenga presente che a questo punto anche la libertà di scelta non esisterà più, dato che la rivelazione della Divinità sarà così intensa da eliminare ogni dubbio, da impedire ogni comportamento non in accordo con la Sua volontà. Il primo Messia opererà in modo più naturale, più graduale ed umano. Il secondo Messia aprirà un periodo in cui il miracoloso e il soprannaturale saranno eventi quotidiani. Egli rappresenta il lato destro dell’Albero della Vita, il lato dell’Amore, la discesa gratuita e illimitata dell’abbondanza e della grazia.
Si può comprendere la dinamica dei due Messia anche nei termini del pilastro centrale dell’Albero sefirotico. In tal caso Ben Yosef è la Sefirà di Yesod, e Ben David è la Sefirà di Malkhut. Come insegnato in Cabalà, lo scopo del servizio che siamo chiamati a fare qui in terra è portare il più alto grado possibile d’unificazione tra queste due Sefirot. Vediamo cosa ciò significhi nella vita pratica di ciascuno di noi. Secondo le profezie bibliche, i più attivi e coinvolti nella serie di eventi del periodo messianico saranno gli ebrei e l’insieme di quei gentili che rientrano nella categoria dei Chasidei Umot Olam (i Giusti delle Nazioni del Mondo). In ognuna di queste persone esiste un punto di potenzialità messianica, che le rende in grado di entrare a far parte della schiera dei giusti che circonderanno il Messia per aiutarlo in tutte le sue imprese.
Occorre sviluppare e rendere sempre più manifesta tale potenzialità, che in molti casi purtroppo rimane nascosta per tutta la vita. Alcuni di noi sono più vicini alla figura del figlio di Yosef, altri al figlio di Davide. È una questione di vocazione personale. I primi saranno più attivi sul piano sociale e materiale, portando giustizia, equanimità, generosità e rettitudine all’interno delle proprie attività. Come fece Yosef a suo tempo, sapranno dimostrare che è possibile essere pienamente attivi nel mondo moderno, nei ruoli professionali più complessi, senza perdere contatto con la fede e con la certezza della presenza di Dio. Tale fede e certezza non va intesa solo come speranza di un bene nella vita al di là della morte, ma come forza che modella la storia, incanalandola verso la redenzione del mondo fisico. La pratica quotidiana della preghiera e una più attenta osservanza dei precetti che Dio ci ha affidato è un’altra caratteristica di questo primo gruppo.
I discepoli di ben David saranno più attratti dall’occuparsi a tempo pieno di argomenti spirituali, dedicando il meglio delle loro energie allo studio della Torà, specie nelle sue parti mistiche e cabalistiche. Ciò non li isolerà nella torre d’avorio delle conoscenze intellettuali, ma li renderà in grado di capire in profondità i problemi della psiche umana, di consigliare e di indirizzare chi ne abbia bisogno. È però oltremodo importante che, al di là di quelle che sono le inclinazioni personali, si cerchi una più stretta unità con chi segue l’altra via. I due Messia devono poter operare insieme, o altrimenti la loro venuta resterà un evento lontano, che ai più appare improbabile. Avrà un compito più spirituale, che consisterà soprattutto nella rivelazione dei segreti della Torà, mostrando come in essa siano contenute tutte le informazioni e gli insegnamenti necessari per far effettuare all’umanità il più importante salto qualitativo della storia. Si tratterà di un balzo evolutivo ancora maggiore di quello compiuto con la rivelazione della Torà sul monte di Sinai. Egli saprà interpretare ogni brano della Torà, per quanto oscuro e misterioso, grazie alla piena maestria delle tecniche cabalistiche. Sarà finalmente possibile vedere come in essa, oltre ai principi etici, siano contenute anche le informazioni sulla vera struttura scientifica del cosmo, e sul suo destino finale. La comprensione della complessità psicologica ed emotiva dell’essere umano non avrà più misteri, e saremo in grado di vincere le tendenze animali, egoistiche, volgari e meschine che ancora condizionano in misura determinante perfino il più intelligente e il più forte tra di noi. Infine egli saprà diventare il ricettacolo del potere politico, che gli verrà spontaneamente dato dai popoli, e saprà utilizzarlo per guidare il mondo intero verso uno stato paradisiaco ancora più elevato di quello che Adamo ha posseduto nel Giardino dell’Eden.
Sapienza della Verità.
Nadav Hadar Crivelli
martedì, settembre 29, 2015

Qualche volta, quando vi incontro a milioni sugli autobus, nei centri commerciali, negli stadi, per strada, e leggo in modo chiaro l’addormentamento nei vostri occhi spenti, assenti, nelle espressioni contratte o rassegnate delle facce, vorrei afferrarvi le spalle con le mani e scuotervi, scuotervi forte in modo da farvi uscire dalla catena di pensieri di cui siete inconsapevoli prigionieri, scuot...ervi per farvi scoprire quanto è magnifica la realtà da uomini svegli, anche solo per un istante, e gridarvi in faccia: “Pazzi! Cosa avete fatto? Dove state andando? Vi sono bastati cinque secoli per dimenticarvi di decine di millenni fondati sulla spiritualità. Avete completamente dimenticato il reale significato di parole come Dio, anima e coscienza. Siete rimasti senza Io e senza Dio. Pazzi! Le vostre emozioni, i vostri comportamenti, i vostri valori vi vengono forniti già pronti dal telegiornale ad ogni ora del giorno e della notte, in una gara che vi trascina alla completa omologazione e mira all’appiattimento verso il basso di sentimenti, bisogni e idee. Pazzi! Vi controllano anche attraverso la musica. Gli orrendi suoni che ascoltate ormai da decenni vi danneggiano a livello energetico vibrazionale e vi indirizzano verso l’aggressività, la depressione o il sentimentalismo sterile, aiutati da testi infantili che uniformano la qualità dei vostri sentimenti. Avete perso anche la cultura del suono e dell’armonia!”.
E dopo avermi ascoltato sicuramente mi direste che ho ragione, che i tempi sono cambiati e che la società va vero la distruzione, e poi riprenderesti a camminare verso le vostre preoccupazioni, addormentati come prima, simili a miliardi di morti viventi che si aggirano senz’anima per le città, come un vecchio film horror di serie B.
Salvatore Brizzi - Senza Io e senza Dio
E dopo avermi ascoltato sicuramente mi direste che ho ragione, che i tempi sono cambiati e che la società va vero la distruzione, e poi riprenderesti a camminare verso le vostre preoccupazioni, addormentati come prima, simili a miliardi di morti viventi che si aggirano senz’anima per le città, come un vecchio film horror di serie B.
Salvatore Brizzi - Senza Io e senza Dio
sabato, settembre 26, 2015
Thich Nhat Hanh: Tu Sei Ciò Che Stai Cercando
Le onde sono acqua
Guardando la superficie del mare puoi vedere le onde che salgono e scendono. Le puoi descrivere con aggettivi: alta o bassa, grande o piccola, più o meno vigorosa, più o meno bella. Puoi descrivere un’onda in termini di inizio e di fine, di nascita e di morte; questo può essere paragonato alla dimensione storica, perché è nella dimensione storica che ci si occupa di nascita e morte, più potere o meno potere, più bellezza o meno bellezza, inizio e fine e così via. Osservando in profondità vediamo anche che le onde, allo stesso tempo, sono acqua.
Un’onda potrebbe mettersi a cercare la propria vera natura. Potrebbe soffrire di qualche paura, avere qualche complesso, potrebbe dire: “Non sono grande come le altre onde”, “Sono depressa”, “Non sono bella come le altre onde”, “Sono nata e dovrò morire”. L’onda potrebbe soffrire di tutte queste cose, di queste idee; ma se si china e tocca la propria vera natura si rende conto di essere acqua. Allora tutte le paure e i complessi scompaiono.
L’acqua è libera dalla nascita e morte di un’onda. L’acqua è libera da alto e basso, più bello o meno bello. Puoi parlare in termini di più bello e meno bello, alto o basso, solo se parli di onde; per quel che riguarda l’acqua tutti questi concetti non hanno alcun valore.
Noi non dobbiamo cercare Dio, non dobbiamo cercare la dimensione assoluta o il nirvana, perché noi siamo il nirvana, siamo Dio.
Tu se ciò che stai cercando. Sei già quello che vuoi diventare.
Puoi dire all’onda: “Carissima onda, tu sei acqua, non serve che tu vada in giro a cercare l’acqua. La tua natura intrinseca è di non-discriminazione, di non-nascita, di non-morte, di non-essere e di non non-essere”.
Pratica come un’onda. Datti il tempo di osservare in profondità dentro di te e di riconoscere che la tua è una natura di non-nascita e non-morte; così facendo puoi aprirti un varco verso la libertà e l’assenza di paura. Questo metodo di pratica ci aiuterà a vivere senza paura e a morire in pace senza rimpianti.
Se porti in te un lutto profondo, se hai perso una persona cara, se sei pervaso dalla paura della morte, dell’oblio e dell’annientamento, ti prego, raccogli questo insegnamento e mettiti a praticare. Se pratichi bene sarai in grado di guardare la nuvola, la rosa, il sassolino o tuo figlio con quello sguardo che ci ha trasmesso il Buddha; entrerai in contatto con la vera natura della realtà: la natura di non-nascita e non-morte, di non-arrivo e non-partenza.
Questo può liberarti dalla paura, dall’ansia, dal dolore; allora potrai avere proprio quella pace che ti rende forte e stabile, che ti fa sorridere agli avvenimenti che accadono. Vivere in questo modo ti premetterà di aiutare molte persone intorno a te.
Tratto dal libro “Il Segreto della Pace” di Thich Nhat Hanh
Guardando la superficie del mare puoi vedere le onde che salgono e scendono. Le puoi descrivere con aggettivi: alta o bassa, grande o piccola, più o meno vigorosa, più o meno bella. Puoi descrivere un’onda in termini di inizio e di fine, di nascita e di morte; questo può essere paragonato alla dimensione storica, perché è nella dimensione storica che ci si occupa di nascita e morte, più potere o meno potere, più bellezza o meno bellezza, inizio e fine e così via. Osservando in profondità vediamo anche che le onde, allo stesso tempo, sono acqua.
Un’onda potrebbe mettersi a cercare la propria vera natura. Potrebbe soffrire di qualche paura, avere qualche complesso, potrebbe dire: “Non sono grande come le altre onde”, “Sono depressa”, “Non sono bella come le altre onde”, “Sono nata e dovrò morire”. L’onda potrebbe soffrire di tutte queste cose, di queste idee; ma se si china e tocca la propria vera natura si rende conto di essere acqua. Allora tutte le paure e i complessi scompaiono.
L’acqua è libera dalla nascita e morte di un’onda. L’acqua è libera da alto e basso, più bello o meno bello. Puoi parlare in termini di più bello e meno bello, alto o basso, solo se parli di onde; per quel che riguarda l’acqua tutti questi concetti non hanno alcun valore.
Noi non dobbiamo cercare Dio, non dobbiamo cercare la dimensione assoluta o il nirvana, perché noi siamo il nirvana, siamo Dio.
Tu se ciò che stai cercando. Sei già quello che vuoi diventare.
Puoi dire all’onda: “Carissima onda, tu sei acqua, non serve che tu vada in giro a cercare l’acqua. La tua natura intrinseca è di non-discriminazione, di non-nascita, di non-morte, di non-essere e di non non-essere”.
Pratica come un’onda. Datti il tempo di osservare in profondità dentro di te e di riconoscere che la tua è una natura di non-nascita e non-morte; così facendo puoi aprirti un varco verso la libertà e l’assenza di paura. Questo metodo di pratica ci aiuterà a vivere senza paura e a morire in pace senza rimpianti.
Se porti in te un lutto profondo, se hai perso una persona cara, se sei pervaso dalla paura della morte, dell’oblio e dell’annientamento, ti prego, raccogli questo insegnamento e mettiti a praticare. Se pratichi bene sarai in grado di guardare la nuvola, la rosa, il sassolino o tuo figlio con quello sguardo che ci ha trasmesso il Buddha; entrerai in contatto con la vera natura della realtà: la natura di non-nascita e non-morte, di non-arrivo e non-partenza.
Questo può liberarti dalla paura, dall’ansia, dal dolore; allora potrai avere proprio quella pace che ti rende forte e stabile, che ti fa sorridere agli avvenimenti che accadono. Vivere in questo modo ti premetterà di aiutare molte persone intorno a te.
Tratto dal libro “Il Segreto della Pace” di Thich Nhat Hanh
lunedì, settembre 21, 2015
Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi.
Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione.
L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta. Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini.
Il 21 settembre ha luogo l'equinozio d'autunno, al quale presiede l'Arcangelo Michele. Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo.
I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano.
Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo.
Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.
I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano.
Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo.
Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.
E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità». Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Come l'Arcangelo Michele viene a separare l'anima dal corpo, così l'Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. L'Arcangelo Michele separa l'anima dal corpo perché l'anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra.
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.
Le forze presiedute dall'Arcangelo Michele sono forze di equilibrio, di giustizia, quindi di discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male. Ma il bene e il male sono così strettamente uniti che non li si può separare prematuramente senza provocare lacerazioni. L'arte di separare i contrari è la più difficile che ci sia; ed è in natura che gli Iniziati si sono istruiti in quest'arte. Non è facile separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come farlo: essa lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e la noce si libera. Lo stesso dicasi per il bimbo nel ventre di sua madre: esso è strettamente collegato alla madre e non lo si può strappare prematuramente, altrimenti sarebbe la morte per entrambi. Se invece si aspetta, il frutto giunge a maturazione e, a quel punto si può recidere il legame che univa la madre e il bambino. Questa separazione è il simbolo della maturità. Vi ricordate della parabola del Vangelo sulla zizzania e sul buon grano?
Il tempo della mietitura è quello in cui i frutti sono maturi. Bisogna quindi aspettare quel momento per separare il male dal bene, e tale separazione sarà operata dall'Arcangelo Michele.
Sarà l'Arcangelo Michele colui che rivestirà il ruolo principale nella purificazione della terra. Nel corso dei secoli, una moltitudine di esseri nocivi hanno riversato sulla terra un'immensa quantità di forze distruttrici, forze che si sono accumulate in un serbatoio prendendo la forma di un mostro chiamato Drago o Serpente. E' lui quello di cui si dice che... seduce le nazioni, porta fuori strada i figli di Dio e provoca tutte le sventure dell'umanità. Questa egregora è di una potenza smisurata. Solo l'Arcangelo Michele è in grado di vincere quest'egregora.
Con l'aiuto del suo esercito, realizzerà ciò che da secoli le moltitudini implorano dal Creatore. Ecco perchè dobbiamo collegarci all'Arcangelo Michele, chiedergli la sua protezione e la possibilità di operare con lui per accrescere la sua vittoria. La luce trionferà sulle tenebre: è stato predetto e così sarà. Perchè non partecipare a quell'evento? I figli di Dio che saranno iscritti nel numero di coloro che avranno partecipato al combattimento dell'Arcangelo Michele, il Genio del Sole, questa potenza di Dio tra le più luminose, riceveranno il bacio dell'Angelo del fuoco. Tale bacio non li brucerà ma li illuminerà !
Sarà l'Arcangelo Michele colui che rivestirà il ruolo principale nella purificazione della terra. Nel corso dei secoli, una moltitudine di esseri nocivi hanno riversato sulla terra un'immensa quantità di forze distruttrici, forze che si sono accumulate in un serbatoio prendendo la forma di un mostro chiamato Drago o Serpente. E' lui quello di cui si dice che... seduce le nazioni, porta fuori strada i figli di Dio e provoca tutte le sventure dell'umanità. Questa egregora è di una potenza smisurata. Solo l'Arcangelo Michele è in grado di vincere quest'egregora.
Con l'aiuto del suo esercito, realizzerà ciò che da secoli le moltitudini implorano dal Creatore. Ecco perchè dobbiamo collegarci all'Arcangelo Michele, chiedergli la sua protezione e la possibilità di operare con lui per accrescere la sua vittoria. La luce trionferà sulle tenebre: è stato predetto e così sarà. Perchè non partecipare a quell'evento? I figli di Dio che saranno iscritti nel numero di coloro che avranno partecipato al combattimento dell'Arcangelo Michele, il Genio del Sole, questa potenza di Dio tra le più luminose, riceveranno il bacio dell'Angelo del fuoco. Tale bacio non li brucerà ma li illuminerà !
Omraam Mikhaël Aïvanhov

