martedì, novembre 09, 2010

CONTATTI CON I MONDI SOTTILI


Contatto con l'aldilà (1°parte)
Medium e Medianicità
Da alcuni anni sono aumentati in modo esponenziale i siti, i libri e gli incontri che trattano "dell'aldilà". Eppure il modo in cui viene oggigiorno trattata la Metafisica ha delle peculiarità che lo distinguono da fenomeni similari e di origine ben più antica. In questa prima parte dell'articolo, ci focalizzeremo sul fenomeno classico del Medium e della Medianicità.
Il Medium è una persona che, per un certo periodo o per tutta la sua vita a seconda dei casi, ha la capacità di comunicare con dei soggetti che non sono percepibili ai sensi. E' importante sottolineare sin da subito che la capacità di comunicare con l'aldilà si può sviluppare con degli esercizi appositi, ad esempio attraverso pratiche meditative (che abituano a svuotare la mente favorendo quindi una buona canalizzazione del messaggio, oltre a favorire una percezione dell'energia eterica) o pratiche più specificamente energetiche (quali il Reiki, ad esempio, che favorisce lo sviluppo della percezione delle energie sottili o eteriche). 
La caratteristica principale di un buon medium (e delle altre forme di contatto con l'aldilà di cui tratteremo nei prossimi articoli) è di essere un buon "canale", ossia di riuscire a trasmettere verbalmente informazioni provenienti da altri piani di realtà. Non sempre le informazioni "canalizzate" da un Medium sono però effettive informazioni provenienti da una fonte esterna a sé. Spesso, in altre parole, le informazioni esternate da un Medium provengono dal suo subconscio il quale, tuttavia, è proprio una parte dell'aldilà: o meglio, l'insieme dei corpi eterici dello stesso Medium e delle relative informazioni in essi contenute. Qualora le informazioni "canalizzate" da un Medium provengano da una fonte esterna, tale fonte è sempre di natura eterica. La Medianicità, infatti, indica una comunicazione con l'eterico cioè con uno qualsiasi dei piani non fisici dello spazio-tempo.
La caratteristica che distingue la Medianicità da altre forme di contatto con l'aldilà (e che tratteremo nelle prossime parti dell'articolo) è l'impossessamento (solitamente temporaneo) di uno o più corpi eterici del Medium da parte di una data entità eterica. Ciò che viene impossessato, durante una sessione medianica, non è quindi il corpo fisico della persona bensì uno o più corpi eterici della stessa. Tale impossessamento medianico avviene tecnicamente attraverso un'entrata nel corpo eterico della persona (attraverso dei cordoni energetici, ossia attaccamenti karmici, presenti tra tale persona e l'entità in questione) da parte del corpo eterico di tale entità. Avviene cioè una fusione temporanea delle particelle eteriche formanti i corpi eterici del Medium e dell'entità. E' tale fusione dei corpi eterici che permette la canalizzazione dell'informazione da parte del Medium, connettendosi con la parte eterica di sé. Tale fusione porta il Medium ad uno stato di trance, sovente non cosciente.
Tale forma invasiva di contatto con l'aldilà oggigiorno è molto meno diffusa rispetto al passato. Conseguenza, questa, soprattutto del fatto che molta gente sta evolvendo e rilasciando karma con entità eteriche; e rendendo quindi sempre meno presente quel tipo di karma (di natura radioattiva, elettrica o elettromagnetica) che rende possibile tale impossessamento (anche se temporaneo, solitamente). Secondo questa prospettiva, quindi, il superamento della Medianicità classica è un processo naturale evolutivo, e di certo benefico.
Le entità che si impossessano di un corpo eterico umano e che trasmettono il messaggio medianico sono di 3 tipi: 1) egregora o forme-pensiero collettive; 2) entità eteriche umane; 3) entità eteriche non umane, soprattutto rettiliane. Gli egregora possono essere di natura radioattiva od elettrica; le entità eteriche umane (che impossessano altre persone) possono essere di natura elettrica o elettromagnetica; infine le entità non umane possono essere di natura radioattiva (come i rettiliani, ad esempio) o elettrica










Contatto con l'aldilà (2°parte)
Sensitivo e Sensitività
La seconda forma di contatto con l'aldilà storicamente conosciuta e praticata è la Sensitività. Con tale termine si suole intendere la capacità di una data persona (il Sensitivo) di percepire delle realtà non percepibili ai sensi comuni. Mentre il Medium quindi si contraddistingue per la capacità di comunicare con realtà non sensoriali, il Sensitivo si contraddistingue per la capacità di percepire tali realtà non sensoriali. Talvolta un Medium è anche Sensitivo e viceversa, ma esistono tuttavia Sensitivi che non sono Medium e Medium che non sono Sensitivi. Anche la Sensitività si può sviluppare attraverso pratiche quali quelle già dette nell'articolo passato per quanto riguarda lo sviluppo della Medianicità. 
Anche per essere un buon Sensitivo, così come per essere un buon Medium, è necessario essere un buon "canale", ossia riuscire a trasmettere informazioni provenienti da altri piani di realtà. Non sempre le informazioni "canalizzate" da un Sensitivo sono però effettive informazioni di altri piani di realtà. O meglio, un Sensitivo può anche filtrare le informazioni "canalizzate" attraverso paure od illusioni presenti in sé, e spesso inconscie, al pari di un Medium. La Sensitività indica una percezione dell'eterico cioè di uno qualsiasi dei piani non fisici dello spazio-tempo.
Se la caratteristica che contraddistingue la Medianicità è l'impossessamento, quella che contraddistingue la Sensitività è la presenza di chakra puliti. Il Sensitivo, in altre parole, è tale perché i suoi chakra eterici contengono una quantità minore di blocchi energetici, che solitamente sono attaccamenti eterici verso altri esseri o luoghi ma talvolta anche macchinari eterici appositamente posti in quella zona da parte di qualche entità eterica. Il Medium invece non necessita, per essere tale, di chakra puliti. I chakra infatti sono quei vortici eterici che servono per far passare l'informazione dall'eterico al fisico: mentre l'informazione "canalizzata" dal Sensitivo passa dall'eterico al fisico, quella "canalizzata" dal Medium rimane nell'eterico. 
E' per questo motivo che il Medium cade in trance nell'atto medianico, mentre il Sensitivo no. Il Sensitivo rimane perfettamente cosciente proprio perché l'informazione percepita dei piani eterici viene trasmessa al cervello fisico e quindi elaborata dallo stesso in forma di immagini, sensazioni, intuizioni o suoni. L'informazione del Medium invece, sebbene possa essere filtrata dai corpi eterici del Medium stesso, non raggiunge mai il cervello fisico: è il corpo mentale eterico del Medium stesso che permette l'espressione verbale del Medium affinché comunichi una qualche informazione, e non il cervello fisico dello stesso. Ciò che viene impossessato, durante una sessione medianica, non è infatti il corpo fisico del Medium (che non subentra in alcun modo nella comunicazione medianica)  bensì uno o più corpi eterici dello stesso.
Mentre la Sensitività è quindi una facoltà attiva, la Medianicità è una facoltà passiva. La Medianicità richiede una forte dipendenza dall'eterico da parte del Medium (ossia deve essere fortemente sradicato dalla Terra), mentre la Sensitività non richiede tale dipendenza sebbene possano esservi persone molto dipendenti dall'eterico e Sensitive.
Se è vero che, come già detto, per questioni karmiche la Medianicità è sempre più rara, non è così per la Sensitività che anzi è in forte aumento. La stessa crescita spirituale delle persone che porta al rilascio di karma ed alla minor diffusione della Medianicità, porta ad un progressivo ripulimento dei chakra favorendo quindi una più cosciente Sensitività dei mondi eterici da parte di un numero sempre più crescente di persone.
La pulizia di tutti i chakra principali (7 fino al livello 3000 che diventano 12 a partire dal livello 4200) è importante per sviluppare una completa Sensitività. Dobbiamo distinguere tuttavia 4 tipi di Sensitività principali: la Chiaroudienza (capacità di sentire i suoni dell'eterico), per la quale ha particolare importanza la pulizia del chakra della gola; la Chiaroveggenza (capacità di vedere immagini dell'eterico), per la quale ha particolare importanza la pulizia del chakra della fronte; la Chiarosenzienza (capacità di percepire le emozioni di un altro essere nell'eterico), per la quale ha particolare importanza la pulizia del chakra della pancia; ed infine la Telepatia (capacità di percepire i pensieri di un altro essere nell'eterico), per la quale ha particolare importanza la pulizia del chakra della corona.







Contatto con l'aldilà (3°parte)
Channeler e Channeling
La prima delle due forme moderne di contatto con l'aldilà è il Channeling. Con tale termine si suole intendere la capacità di una data persona (il Channeler) di comunicare con e di percepire delle realtà non percepibili ai sensi comuni. Il Channeling comprende in sé, quindi, sia la capacità della Medianità sia quella della Sensitività ma tuttavia si distingue da esse. 
Mentre la comunicazione medianica avviene attraverso l'impossessamento, come già spiegato, quella del Channeling avviene attraverso una comunicazione eterica ma priva di impossessamento. In particolare, tale comunicazione eterica alla base del Channeling può avvenire in due modi: 1) attraverso attaccamenti karmici presenti tra il Channeler ed una qualche entità canalizzata; 2) attraverso una normale comunicazione tra il corpo eterico del Channeler ed una qualche entità senza che vi siano attaccamenti karmici tra di essi. Nel primo caso, l'informazione canalizzata può essere distorta sia a causa del karma presente tra il Channeler e l'entità in questione, sia a causa di paure e/o illusioni presenti nei corpi eterici del Channeler. Nel secondo caso, l'informazione canalizzata può essere distorta solo a causa di paure e/o illusioni presenti nei corpi eterici del Channeler.
Al pari del Sensitivo, il Channeler percepisce le energie eteriche quando i chakra eterici sono sufficientemente puliti. Da questo punto di vista Sensitività e Channeling sono uguali, l'unica cosa che il Channeling ha in aggiunta alla Sensitività è, come detto, la capacità di comunicare con i piani sottili. Un Channeler è quindi un Sensitivo, ma non un Medium. Meglio ancora, è un Sensitivo con la capacità ulteriore di trasmettere verbalmente comunicazioni provenienti da un qualche piano eterico. Così come avviene per un Sensitivo e per un Medium, anche un Channeler può filtrare le informazioni "canalizzate" attraverso paure od illusioni presenti in sé e spesso inconscie.
Anche il Channeling si può sviluppare attraverso pratiche quali quelle già dette per la Medianità e la Sensitività. Da cosa dipende quindi il fatto che, attraverso tali pratiche (o per nascita), uno diventi (o nasca) o meno un Medium, un Sensitivo od un Channeler? Dipende fondamentalmente dal tipo di karma che la persona ha rilasciato e da quello che deve ancora rilasciare. Al proposito, non esistono regole generali che possano qui essere elencate ma dipende da caso a caso.
L'informazione canalizzata da un Channeler, al pari di quella canalizzata da un Sensitivo, passa dall'eterico al fisico. Anche nel caso di un Channeler quindi l'informazione viene trasmessa in uno stato di veglia, attraverso un trasferimento della stessa al cervello fisico il quale poi la elabora in forma di parole (comunicazione) o di immagini, sensazioni, intuizioni o suoni (percezione). Anche il Channeling è quindi una facoltà attiva, al pari della Sensitività; e non richiede altresì una dipendenza dall'eterico da parte del Channeler, sebbene possano esservi persone molto dipendenti dall'eterico (e quindi sradicate etericamente dalla Terra) e Channeler.
Il Channeling è in forte aumento, per la stessa ragione già addotta per la Sensitività nel precedente articolo. Non esistono categorie ben definite di Channeling, variando esso da persona a persona. Esso deve essere tuttavia distinto da una forma particolare di "Channeling" che descriveremo nel prossimo articolo.




Contatto con l'aldilà (4°parte)
Ispirato ed Ispirazione
E' con i termini Ispirato ed Ispirazione, con cui abbiamo intitolato questa ultima parte dell'articolo "Contatto con l'aldilà", che abbiamo scelto di definire quella specifica forma di "Channeling" che è puramente spirituale. Spieghiamo meglio.
Il Channeling, così come la Medianità e la Sensitività, è una facoltà che ha come fonte di informazione l'insieme dei piani eterici dello spazio-tempo. L'Ispirazione, invece, ha come fonte di informazione lo Spirito al di fuori di spazio-tempo. Con il termine Ispirazione (azione dello Spirito) si suole intendere quindi la capacità di una data persona (l'Ispirato) di comunicare con la propria Anima (Spirito individualizzato) e con altri Spiriti. Naturale che, trattandosi di Esseri al di fuori di spazio-tempo, vi è solo comunicazione e non percezione: non vi è nulla da percepire nell'Ispirazione essendo l'oggetto della percezione, per definizione, una forma (fisica o eterica) spazio-temporale percepibile dai sensi (fisici o eterici).
L'Ispirazione non esclude comunque le forme eteriche di comunicazione con e percezione dei piani eterici. Tuttavia solo il Channeling e la Sensitività, ed entrambe con radicamento eterico con la Terra, sono compatibili con l'Ispirazione. Il radicamento con la Terra è necessario nell'Ispirazione, in quanto la comunicazione con la propria Anima può avvenire solo quando il corpo astrale della persona è radicato con la Terra (con l'Aurora al centro della Terra, in particolare). Ciò è necessario poiché solo con il radicamento dei corpi eterici lo Spirito può discendere anche nelle particelle fisiche della forma e quindi entrare pienamente (sia a livello fisico sia a livello eterico) nel corpo.
La comunicazione tra una persona e lo Spirito viene definita comunicazione olografica, in quanto è attraverso l'ologramma che ogni persona ha nel chakra del cuore che si può comunicare con la propria Anima e quindi con gli altri Spiriti (l'ologramma permette una comunicazione istantanea con ogni Essere spirituale, oltre alla tipica condivisione istantanea olografica delle informazioni tra tutte le Anime).
Anche la comunicazione olografica può subire delle distorsioni, ma ciò può avvenire solo da parte di paure e/o illusioni presenti nel cervello fisico dell'Ispirato. Eventuali paure e/o illusioni presenti nei corpi eterici non hanno alcuna influenza sulla qualità della comunicazione olografica.
 Al pari delle tre forme di contatto con l'aldilà di cui si è parlato in precedenza (Medianità, Sensitività e Channeling), l'Ispirazione si può sviluppare attraverso pratiche o esercizi particolari. Tuttavia è importante precisare che solo al livello 3000 ogni persona incorpora automaticamente l'ologramma divino puro e solo a partire da quel livello la comunicazione olografica è corretta. Prima del livello 3000 esiste già un ologramma nel chakra del cuore di ogni persona e che viene trasmesso geneticamente da uno dei due genitori. Tale ologramma, tuttavia, non essendo puramente magnetico in natura, non permette una comunicazione corretta con la propria Anima. Anche con tale ologramma, comunque, è possibile creare una qualche forma di Ispirazione ossia di comunicazione olografica con lo Spirito, anche se distorta.
 L'informazione "canalizzata" da un Ispirato passa quindi direttamente dal mondo spirituale a quello fisico, bypassando cioè direttamente quello eterico. L'informazione olografica viene sempre trasmessa in stato di veglia e piena coscienza e non richiede alcun tipo di dipendenza dall'eterico. Anzi, come detto sopra, è necessario un radicamento a Terra completo dei propri corpi eterici affinché si possa comunicare olograficamente.
 L'Ispirazione è una forma comunicativa con l'aldilà ancora poco diffusa. E' naturalmente quella più evoluta, in quanto permette una comunicazione diretta con lo Spirito. Essa è comunque destinata ad essere sempre più diffusa man mano che la gente evolve ed entra sempre più in contatto con la propria Anima.









BAMBINI INDACO, CRISTALLO ED ARCOBALENO
Una delle informazioni nell'ambito New Age che vanno più di moda è senza dubbio quella dei bambini speciali. Con ciò intendiamo i vari bambini indaco, i bambini cristallo e così via....ora si parla di un sacco di "tipologie" di bambini speciali. E per tal motivo, è forse utile mettere un po' di ordine e chiarire e definire tali tipologie. 
E' importante innanzitutto far sì che l' "unicità" di tali bambini non crei separazione e non escluda in qualche modo tutti gli altri. Pur essendo certo che consciamente tutti siamo d'accordo sul non mettere eccessivamente sul piedistallo questi bambini, penso che inconsciamente le cose siano più complesse.
E spesso ci sono forme-pensiero e pensieri inconsci distorti di separazione, esaltazione, distorsione emotiva, traumi infantili, problemi relazionali ecc. che stanno dietro all'esaltazione mediatica di questi bambini. Insomma, anche tale fenomeno, come ogni aspetto della Vita, può essere utile per porci di fronte ai nostri limiti interiori ed eventualmente rilasciare le distorsioni. 
Solo in tal senso i bambini indaco, i bambini cristallo ed arcobaleno si possono considerare nostri maestri: essi, è necessario sottolinearlo, non sono infatti assolutamente superiori agli altri spiritualmente! Per capire ciò, è bene spiegare la natura di questi bambini.
La percezione dei bambini indaco è una percezione dell'eterico da parte di sensitivi, dove si è notato esservi bambini con caratteristiche eteriche peculiari. E' dall'eterico cioè che si è scoperto tale fenomeno.
I bambini cristallo ed arcobaleno hanno invece caratteristiche fisiche peculiari. In altre parole, nel primo caso la caratteristica è una connessione energetica, nel secondo una attivazione genetica. Vediamo meglio tali due tipologie.
Innanzitutto, se è vero che esistono macchinari che possono vedere in parte le connessioni energetiche eteriche (ad es. macchina Kirlian che percepisce l'aura eterica, intesa come insieme di connessioni energetiche elettriche, più vicina al corpo fisico) non esistono invece tecnologie, al giorno d'oggi (e per fortuna), per misurare l'attivazione del dna: tale attivazione è infatti nel dna spirituale del Corpo di Luce, attivazione che aumenta man mano che lo Spirito (attraverso il Corpo di Luce) entra nella forma umana durante la propria personale ascensione.
Ciò che le tecnologie moderne vedono è invece la sola attività fisica delle basi azotate del dna, e non la loro reale attività spirituale. Attività, quest'ultima, che si esplica in una attività interna alla singola base azotata, e non in un suo scambio informativo esternamente visibile dalle macchine ed inteso come attività fisica.
Le informazioni del Corpo di Luce, infatti, vengono trasmesse a livello olografico da una base azotata all'altra (e più ancora in profondità, da ogni singolo quark ad un altro) senza il bisogno di un passaggio di informazioni fisicamente visibile da una particella all'altra.
La caratteristica dei bambini indaco è quella di avere nell'eterico una connessione speciale con razze extraterrestri. La loro natura (a differenza dei bambini cristallo ed arcobaleno, come si vedrà) non è connessa ad una maggiore attivazione genetica alla nascita, bensì ad una particolare connessione con extraterrestri alla nascita.
Nessuna persona fisica terrestre è di per sè un extraterrestre, nemmeno a livello eterico in quanto se nato fisicamente qui per forza, per le leggi della manifestazione, deve essere nato qui anche nell'eterico (la realtà passa dallo eterico al fisico, e ciò che è fisico è per forza stato anche eterico in precedenza).
Questa connessione è sempre karmica: attaccamenti eterici con persone eteriche ET (presenti su quel dato piano eterico) e così forti da far percepire talvolta alla persona fisica di essere essa stessa extraterrestre.
La definizione "indaco" è sensata, dato che la maggior parte di tali bambini presenti in occidente sono connessi etericamente ai siriani (popolo il cui colore dominante nell'aura eterica è il blu). In oriente, invece, la maggior parte di tali bambini speciali sono connessi etericamente ai pleiadiani (popolo il cui colore dominante etericamente è il violetto).
La caratteristica dei bambini cristallo ed arcobaleno (o bambini della Nuova Era), invece, è quella di avere una genetica alla nascita superiore alla norma: si tratta di un'attivazione genetica di 1024 o superiore. Ora, sebbene sia vero che tale attivazione riguarda prima di tutto il dna spirituale (cioè del Corpo di Luce), ciò non significa dire che tali bambini siano spiritualmente più evoluti degli altri! Assolutamente no! 
Tale attivazione genetica riguarda la sola possibilità che si dà allo Spirito di discendere nella forma: maggiore è l'attivazione del dna, e maggiore è la "quantità" di Spirito che può discendere nella forma. Ma tale "quantità" discesa è solo una piccolissima frazione della grandezza di un'Anima (Spirito individualizzato), la cui reale grandezza si può notare solo una volta che tutta tale Anima è discesa nella forma (ossia quando si completa lo sviluppo del Corpo di Luce, livello 3 miliardi).
Ciò significa, in altre parole, che vi possono essere persone la cui Anima è molto più evoluta di quella dei bambini cristallo ma che, per questioni karmiche e limiti della forma, non è stata (ancora, si spera) incorporata nella realtà fisica nella stessa percentuale. L'evoluzione spirituale è dello Spirito, e non della forma fisica.
Sebbene sia vero che la vera novità di questa Nuova Era è che esiste la possibilità di incorporare l'Anima, attraverso la nuova energia (magnetica), in modo completo nel proprio corpo e poterne manifestare fisicamente le qualità, rendendo altresì il proprio corpo fisico sempre più forte, sano e, si spera, immortale.
Si parla anche di altre "tipologie" di bambini speciali, ma in realtà non ne esistono altre se non come ulteriori specificazioni delle due qui analizzate. Una tipologia di cui si parla di recente, ad esempio, è quella dei bambini arcobaleno: essi altro non sono che una specificazione dei bambini cristallo, in particolare si tratta di bambini nati con una vibrazione di 6000 o superiore.
E' importante sottolineare anche che tali bambini non hanno alcun potere speciale a livello fisico, mentre a livello eterico possono mostrare di certo una maggior sensitività ed un maggior senso di potere. A livello spirituale, senza dubbio mostrano una coscienza fisica più espansa, dovuta appunto alla maggior attivazione genetica. I bambini indaco esistono sin dai primi anni cinquanta, mentre i bambini cristallo solo dal 2000 (i bambini arcobaleno, in particolare, solo dal 2004).
   
www.ascensione.org


PARADIGMA OLISTICO



Che cos’è l'olismo?
Il termine olismo risale a Smuts, che lo coniò negli anni 1920, e negli ultimi decenni, ha registrato uno straordinario sviluppo e ha influenzato profondamente la nuova cultura planetaria. In ogni parte del globo sono nati movimenti, gruppi, filosofie che rifiutano l'imperante "cultura della frammentazione" e tendono ad una visione unitaria del mondo e dell’essere umano; in modo particolare l’intera gamma delle nuove medicine alternative che infatti tendono sempre più a chiamarsi "olistiche", la nuova ecologia, le nuove forme di ricerca del sacro e di spiritualità, dallo yoga allo sciamanesimo, la nuova cultura globale, dalla musica, ai film, ai libri, fino alla filosofia new age.
La pubblicazione dei principali testi antichi e moderni sulla spiritualità, la medicina e la cultura di ogni paese del pianeta (cinese, indotibetana, etnica, sciamanica, ecc.), ha portato ad una vasta conoscenza dei presupposti olistici in esse presenti, lo sviluppo dello Yoga, del T'ai Ci, delle medicine orientali e delle tecniche energetiche in occidente ha contribuito a fertilizzare la nostra cultura medico-scientifica di tipo materialista.



Negli ultimi decenni il paradigma olistico ha acquistato maturità e complessità grazie ad una serie di scoperte scientifiche e di ipotesi (ologramma, Gaia, vuoto subquantistico, non località, teoria dei sistemi, coerenza elettrodinamica quantistica, psiconeuroendocrinoimmunologia, stati di coscienza, ricerche sulla meditazione, ecc) che non solo confermano i presupposti filosofici olistici del passato dando loro dignità scientifica e sperimentale ma ne espandono ancor più le possibilità e le applicazioni.
Tra queste scoperte assumono particolare importanza quelle relative ai seguenti campi:
1. Miti e cosmogonie: che narrano dell’unità di coscienza da cui nacque ogni cosa (vedi campo 2° - Miti, le tre matrici archetipiche).
2. Antiche religioni: che considerano l’anima individuale unita alla coscienza cosmica, che parlano dei differenti piani di realtà e dei livelli di coscienza e dell’evoluzione umana (vedi campo (vedi campo 2° - Spiritualità; Atman-Brahman; Corpi e livelli, etc.) .
3. Scienza: - la "teoria generale dei sistemi", la teoria olografica, la non località, la sincronicità, la cibernetica olistica, etc. (vedi campo 3° - la nuova scienza olistica, etc..).
4. Medicine tradizionali: che parlano della relazione profonda tra essere umano e dimensione sacra (vedi campo 4° - medicine olistiche tradizionali).
5. Neurofisiologia: una vasta serie di scoperte scientifiche di psiconeuroendocrinoimmunologia e neurofisiologia, che comportano una riunione funzionale e informatica tra corpo, cellule, sistemi, cervello e coscienza (vedi campo 4° - medicina olistica).
6. Psicologia transpersonale: che offrono una concezione spirituale dell’essere umano e della patologia psichica (vedi campo 5° - psicologia transpersonale).
7. Ecologia profonda: che considera la terra un immenso organismo vivente formato da infinite reti di relazione, catene alimentari, cicli biochimici perfettamente coerenti, (vedi campo 6° - l’ipotesi Gaia)
8. Culture etniche e sciamaniche: basate su di un profondo legame spirituale tra uomo e natura (vedi campo 4°)
9. Arte: molte forma di arte contemporanea – film, musiche, balletti, teatro, libri - riprendono antichi temi di fusione tra materiale e spirituale e propongono contenuti con finalità evolutive (vedi Campo 7° - arte, nuova cultura. Films, etc.)
10. Nuova Spiritualità: vedi campo 2°
11. Economia Etica: Vedi campo 6°
12. Educazione globale: le nuove direzioni dell’evoluzione propongono un concetto di essere umano multidimensionale che debba essere educato in modo coerente nelle sue varie dimensioni umane e spirituali (vedi Campo 7° - educazione globale)
13. Cultura Planetaria: personaggi pubblici che hanno una visione olistica ed evolutiva dell’essere umano e del pianeta: ad esempio capi di stato come Gorbachev (Russia), Vaclav Havel (Repubblica Ceca), Vigdis Finnbogadòttir, (presidente dell'Islanda), Capo Seattle, grandi artisti, scrittori, registi, musicisti (vedi campo 1° e Campo 7°).


Il paradigma olistico emergente si propone di superare la visione dicotomica e meccanicistica da secoli dominante nella cultura e nella scienza occidentale, che ha prodotto un pericoloso senso di separazione dell'uomo da se stesso, dagli altri e dalla natura. Ciò ha prodotto e produce non solo sofferenza psicologica nei singoli individui ma anche gravi conseguenze che si ripercuotono su tutta l'umanità e sull'intero pianeta, quali una scienza "senza anima", una conoscenza a compartimenti stagni, e una concezione del mondo meccanica, senza etica né finalità. Il risultato di questa politica cieca e inconsapevole della globalità dei processi e delle relazioni ha causato i drammatici effetti di devastazione degli ecosistemi, dell’inquinamento delle acque, dei cibi, dell’aria, la dispersione delle scorie radioattive, il disboscamento selvaggio, la sovrappopolazione, lo sfruttamento del terzo mondo, l’estrema povertà, gli abusi umani. Anche l'essere umano è stato ridotto a macchina, così che il corpo viene curato dai medici, la mente dagli psicologi e l’anima dai preti, come se si trattasse di entità distinte e non di aspetti interconnessi di un unico sistema-uomo. Nessuno insegna, né a scuola né nelle università a prendersi cura dell’essere umano nella sua totalità, nessuno lo educa all’unità.
Per risolvere questo stato di crisi sociale ed ecosistemica è necessario passare dalla separazione all'unità, cioè prendere consapevolezza che il nostro pianeta è un unico grande sistema interconnesso, dove ciò che avviene ad esempio in Amazzonia o sopra l'Antartide, in ex Yugoslavia o in medio oriente, non è separato e isolato ma si può ripercuotere su altre parti del sistema e anche sul sistema nel complesso. Parimenti, anche l'essere umano va visto come sistema intedipendente, in cui il corpo non è indipendente dalla mente, un organo non è isolato dagli altri e dal tutto, la coscienza e lo spirito si riflettono sulla realtà materiale, emozionale, mentale. Solo tale processo unificante potrà rappresentare un punto di svolta nell’attuale crescita storica industriale aprendo le porte ad un futuro più umano e sostenibile.


Qual'è il rapporto tra visione olistica e scienza?
Come è noto, la scienza attuale è suddivisa in molteplici campi disciplinari, ciascuno ulteriormente articolato in settori e sottosettori, spesso incomunicanti gli uni con gli altri. Ne consegue che di ogni fenomeno si hanno molteplici visioni particolari, specialistiche ciascuna delle quali si sofferma su singoli aspetti, livelli, parti, ma non sul fenomeno nella sua totalità. Questa separazione arbitraria dell'intero in parti comporta innegabili vantaggi, ed ha permesso alla scienza di conseguire importanti traguardi, ma diventa un ostacolo formidabile se dimentichiamo — e abbiamo purtroppo dimenticato — che prima o poi l'intero va ricomposto.
Il paradigma dominante nella scienza è stato definito meccanicistico-riduzionista: meccanicistico, perché tende a concettualizzare e rappresentare ogni realtà (ivi compresi gli organismi viventi, l'uomo, la psiche, la società) come se fosse un congegno meccanico; riduzionista perché ritiene che ogni fenomeno possa essere ricondotto (o ridotto) all’azione di unità elementari, studiabili una per una isolatamente dalle altre e dal tutto.
Per studiare il funzionamento dei fenomeni fisico-chimici è appropriato (entro certi limiti) utilizzare un metodo di studio riduzionistico,e difatti, grazie a questo metodo di riduzione della complessità la scienza aveva, già nel XIX secolo, conseguito risultati importantissimi quali l’equazione di stato dei gas, la tavola periodica degli elementi e via dicendo. Ed è in virtù di tali risultati che anche le altre scienze — quelle del vivente, dell’uomo e della società — hanno ritenuto vantaggioso adottare tale metodo ed il paradigma cui si ispira. Come però ha osservato Ashby W. R., (1971): "Agli inizi del secolo, con gli esperimenti di Ronald Fischer sui suoli coltivati, si è visto chiaramente che esistono sistemi complessi che non permettono in alcun modo di variare un fattore alla volta, perché sono così ricchi di interconnessioni dinamiche che la variazione di un singolo fattore provoca la variazione immediata di altri fattori, e probabilmente di molti altri fattori." Problema analogo si pone nello studio degli organismi viventi, e soprattutto dell'uomo e delle "sfere" ad esso inerenti: psicologica, socioculturale, politica, religiosa etc.
Da alcuni decenni a questa parte sta crescendo il numero di studiosi che manifestano una posizione critica verso il meccanicismo e il riduzionismo, auspicando un nuovo paradigma che non si ispiri più al dispositivo meccanico come modello del reale, o alla "anatomia" — alla scomposizione analitica pezzo a pezzo, aspetto per aspetto — come modello di riferimento per le varie metodologie di indagine. Non si può più a lungo ignorare che ciò che è stato analizzato, scomposto, ridotto appunto, debba prima o poi essere ricomposto e che fino a quando una scienza non riesce a completare il processo conoscitivo — a tornare all’intero, alla globalità da cui è partita — non può dirsi realmente soddisfacente.
Si rende dunque necessario un ampliamento degli orizzonti della scienza, che consenta di produrre non solo una miriade di immagini settoriali ma anche una visione d'assieme di ogni realtà studiata. Questo è, appunto, ciò che si propone il paradigma olistico emergente, che non intende prescindere dai preziosissimi contributi della scienza riduzionista, impegnandosi però a collegarli tra loro, evidenziandone l'interdipendenza e ricomponendo così l'intero da cui si era partiti. L'obbiettivo è di accogliere sia la visione razionale-matematica-materialista sia la visione intuitiva-artistica-spiritualista, non più viste come antagoniste, ma conciliandole e coordinandole tra loro. Come infatti ha dimostrato la fisica quantistica, è inevitabile che coesistano modelli diversi della realtà — oggettuale e processuale, corpuscolare e ondulatorio, riduzionistico e olistico — e il punto è di dargli pari dignità e impegnarsi a trovare i ponti di collegamento tra i due, le vie attraverso le quali sia possibile tradurre dall'uno all'altro e quindi pervenire ad un modello integrato di livello superiore, insomma ad un metamodello.


Quali sono le implicazioni spirituali del paradigma olistico?

Molte culture e religioni, sin dalla più remota storia umana, considerano l’esistenza come una Unità, un Tutto, un’unica infinita divinità che nelle differenti culture viene chiamata Tao, Dio, Logos, Brahman, Coscienza Cosmica, Infinito, Grande Spirito.
Questa unità cosmica - nelle antiche tradizioni - veniva raffigurata con un cerchio raffigurante l’infinito,


il Tao


o simboleggiata nei miti da un "uovo d’oro"
o uovo cosmico
L’universo materiale diventa Brahman una infinita Coscienza Cosmica dai mille volti e dalle mille membra a significare le molteplici dimensioni materiali e spirituali della creazionne, diventa uno Shiva Nataraj che danza roteando nelle galassie. La Terra diventa Gaia, la Grande Madre che anima e dà sacralità alla vita.


Brahman
Shiva Nataraj
Gaia
Secondo il paradigma olistico l’infinita intelligenza del Tutto si realizza concretizzandosi fisicamente nel grande gioco dell’evoluzione della vita e della coscienza. Così ogni creatura, ogni unità vivente rispecchia in sé il Tutto con differenti livelli di consapevolezza e libertà di arbitrio.
Il paradigma olistico si basa quindi su un modello unitario dell’essere umano che ha come centro interiore l’unità della coscienza e come espressione fisico-energetico manifesta la complessità dei piani di realtà, dai livelli somatici ai più sottili livelli mentali e spirituali.
Il paradigma olistico è un gioco circolare di conoscenza: il suo assunto di base è che, essendo il Tutto nel tutto, conoscere se stessi è la chiave per la conoscenza globale della grande vita di cui si è parte integrante e, attraverso questa autorealizzazione, diventare così co-creatore del processo di crescita e di evoluzione.



IL PARADIGMA OLISTICO
L’anima comune della cultura emergente
 
Olos in greco significa “il Tutto”, l’Unità Globale”


Cos'è un paradigma?                                                                                                  
Ma che cos'è un paradigma, e perchè è così importante in questo momento storico?
Un paradigma è uno schema collettivo di interpretazione della realtà, un modello dell'essere umano e del mondo, che può condizionare – positivamente o negativamente - il modo di pensare e di vivere di una piccola parte della società o di un'intera civiltà.
Il paradigma che ha dominato la nostra civiltà negli ultimi secoli è un paradigma dicotomico. La base filosofica di questo paradigma si basa sulla divisione o dicotomia cartesiana tra scienza e coscienza, tra materia e spirito, tra res extensa e res cogitans(2). Questa dicotomia tra scienza e coscienza ha creato una biologia priva del concetto di vita, un concetto di evoluzione casuale senza intelligenza, una medicina senza anima, una psicologia senza coscienza, una logica economica senza etica.

fonte:encicopledia olistica

mercoledì, novembre 03, 2010

THELEMA

Liber II
Il Messaggio
Del Maestro Therion

Questa Lettera è apparsa per la prima volta in The Equinox III
(Detroit: Universal, 1919).

``Fa ciò che vuoi sarà tutta la Legge.''
``Non c'è Legge oltre Fa ciò che vuoi.''
``La parola della Legge è THELEMA''

Thelema” significa Volontà.
La Chiave di questo Messaggio è la parola-Volontà. Il primo ovvio significato di questa Legge è confermato dall'antitesi; ``La parola del Peccato è Restrizione.''
Ancora: ``Tu non hai altro diritto che fare la tua volontà. Fai così e nessun altro dirà no. Perché la pura volontà, non mitigata dal fine, liberata dalla bramosia del risultato, è ad ogni modo perfetta.''
Prendi questo attentamente; sembra implicare una teoria che se ogni uomo e ogni donna facesse la sua volontà - la vera volontà - non ci sarebbero scontri. ``Ogni uomo e ogni donna è una stella,'' ed ogni stella si muove in un percorso appropriato senza interferenze. C'è spazio per tutti; è solo il disordine che crea confusione.
Da queste considerazioni dovrebbe essere chiaro che ``Fa ciò che vuoi'' non significa ``Fa quello che ti piace.'' E' l'apoteosi della Libertà; ma è anche il legame più severo possibile.
Fa ciò che vuoi -allora non fare nient'altro. Fai che niente ti devii da quell'austero e santo compito. La libertà è assoluta per fare la tua volontà; ma cerca di fare un'altra cosa qualsiasi, ed instantaneamente gli ostacoli si presenteranno. Ogni atto che non è determinato in quell'orbita è errato, un ostacolo. Non devono esistere due volontà, ma una.
Nota inoltre che questa volontà non dev'essere solo pura, cioè singola, come spiegato sopra, ma anche ``non soddisfatta dal fine.'' Questa strana frase ci concede una pausa. Potrebbe voler dire che qualsiasi fine nella volontà la soffocherà; chiaramente la ``bramosia del risultato'' è una cosa dalla quale dev'essere liberata.
Ma la frase potrebbe anche essere interpretata come se fosse letta ``non mitigata dal fine'' - i.e., con instancabile energia. La concezione è, perciò, di un moto eterno, infinito e inalterabile. E' Nirvana, solo dinamico invece di statico -e questo viene alla stessa cosa alla fine.
L'ovvio compito pratico del mago è allora di scoprire qual'è la sua volontà, così che possa comportarsi in questo modo, e possa compiere questo al meglio con le pratiche del Liber Thisarb (vedi Equinox I, p. 105) o altre simili come saranno stabilite da un momento all'altro.
Tu devi scoprire qual'è la tua Volontà. Fare quella Volontà con (a) intenzione-unica, (b) distacco, (c) pace.
Allora, e solo allora, sarai in armonia con il Movimento delle Cose, la tua volontà è parte di, e perciò uguale a, la Volontà di Dio. E poiché la volontà è però l'aspetto dinamico del sé, e poiché due esistenze distinte non possono possedere volontà identiche; perciò, se la tua volontà è la volontà di Dio, Tu sei Ciò.
C'è però un'altra parola da spiegare. Altrove è scritto - sicuramente con nostro grande conforto -``Amore è la legge, amore sotto la volontà.''
Questo dev'essere preso con il significato che mentre Volontà è la Legge, la natura di questa Volontà è Amore. Ma quest'Amore è come se fosse un sottoprodotto di questa Volontà; esso non contraddice o sostituisce questa Volontà; e se un apparente contraddizione si presenterà in qualche crisi, sarà la Volontà a guidarci correttamente. Osserva, mentre nel Libro della Legge c'è molto Amore, non c'è parola di Sentimentalismo. Odiare è quasi come Amare! ``Come fratelli combatterete!'' Tutte le razze virili del mondo comprendano questo. L'Amore del Liber Legis è sempre coraggioso, virile, perfino orgiastico. C'è delicatezza, me è la delicatezza della forza. Energica e terribile e gloriosa com'è, tuttavia, è solo la bandiera sulla sacra lancia della Volontà, l'iscrizione damascata sulle spade dei Cavalieri-monaci di Thelema.
Amore è la legge, amore sotto la volontà.




Gli essenziali elementi della filosofia di Thelema sono:
"Ogni uomo e ogni donna è una stella"
Ogni individuo è unico ed il suo sentiero è all'interno di un universo spazioso in cui potersi muovere liberamente senza collisione. 

Aleister Crowley

Aleister Crowley (1875-1947) è stato un occultista e scrittore inglese. Nel 1904, Crowley ha affermato di aver ricevuto il Libro della Legge da un'entità di nome Aiwass, che doveva servire come base del sistema religioso e filosofico ha chiamato Thelema.[4][40]



Il Libro della Legge
Nei giorni che seguirono il Supremo Rituale, Crowley si impegnò a tradurre e convertire in versi i geroglifici della Stele, compilando le "coincidenze Qabalistiche dei nomi" contenuti in essa, coincidenze numerose ed evidenti (presente altrove nel presente sito). Inoltre, si accorse che in ultima analisi i geroglifici constavano in un Incantesimo potentissimo.
Giovedì 7 aprile, Ouarda la Veggente ordinò a Crowley di entrare in una camera della loro suite d'albergo, allestita a Tempio, a mezzogiorno esatto nei tre giorni successivi, e di trascrivere ciò che avrebbe udito, sospendendo il lavoro esattamente alle ore 13. Sebbene Aleister Crowley fosse un gentiluomo ma anche un duro, fu in qualche modo intimorito da quella situazione.Comunque ubbidì alla Veggente: venerdì 8 marzo, alle 12 entrò nel Tempio, e immediatamente dopo essersi seduto una Voce cominciò a parlare, terminando esattamente alla fine dell'Ora.
Di chi era questa voce? Da dove veniva e in cosa consisteva il suo messaggio?
Il 7° verso dettato dice "ciò viene rivelato da Aiwass, il ministro di Hoor-paar-kraat". Chi è Aiwass? Di sicuro, possiamo definire la sua natura "mercuriale" (da Ermes, il Messaggero degli Dei) per via del messaggio "divino", o comunque macrocosmico. Inoltre è lo stesso nome che Ouarda indicò precedentemente a Crowley per identificare il suo informatore, in merito alla scoperta della Stele. Hoor-paar-kraat, o dal greco Arpocrate, è l'antimateria, e rappresenta anche il Sé Superiore. In un certo senso quindi Aiwass è il Ministro del Silenzio.

Il Manoscritto de "Il Libro della Legge"
Ma in pratica? È parte di Aleister Crowley? O è un individuo in se? Tutto ciò può avere importanza come non può averne nessuna, perché anche se fosse solo la parte inconscia di Crowley, il suo messaggio sarebbe comunque l'espressione della vera essenza di un individuo (assoluta! Cioè "Ab-solutus", sciolto da ogni legame; in questo caso di sovrastrutture mentali, sociali, ecc), cioè il suo essere una divinità come ogni uomo o donna in essenza, poiché stella nell'Universo. In ogni caso, qualunque scritto si giudica dal suo contenuto, e non dalle sue ipotetiche fonti.
Il messaggio di Aiwass, chiamato "il triplice libro della Legge", e successivamente da Aleister con il titolo tecnico di Liber Al vel Legis Sub Figura CCXX, è un messaggio orale. E' stato trascritto ma il suo funzionamento è innanzitutto quello di un Orazione. Il suo effetto (al di là di quello che un uomo può normalmente scrivere e/o solo concepire) ed il suo messaggio (che tratteremo fra breve) lo definisce indiscutibilmente come un Grimorio moderno, un libro di incantesimi potentissimo, che sfrutta le simbologie del ricchissimo sincretismo religioso dell'Egitto (patria dei tarocchi e della magia) per spiegare i complicati meccanismi universali e umani alla luce di una nuova era, di un nuovo Eone. Il libro è indirizzato personalmente ad ogni lettore e non ne esiste una sola interpretazione valida per tutti: solo lo studio e l'applicazione può portare alla presa di coscienza e alla consapevolezza della vera natura di ogni individuo, e come trovare la vera via per allinearsi perfettamente con la propria orbita di Individuo Stella.
La Legge di T

helema
Il Liber Al vel Legis e la sua suprema ingiunzione: Fai ciò che vuoi!

Ciclicamente, l'universo si rinnova e cambia. Questo cambiamento influisce sulla vita e sui costumi dei suoi abitanti. Ogni ciclo è chiamato "Eone", ed ha durata di circa 2000 anni. La religione è la diretta espressione dell'Eone in cui l'universo si trova. Il Libro della Legge annuncia la fine del vecchio eone, l'Eone di Osiride o del Dio Morente, e l'entrata della nuova era, il 21 marzo 1904: l'Eone di Horus, o del Figlio Coronato e Conquistatore, essotericamente l'Era dell'Acquario.
Se analizziamo i cambiamenti di pensiero che avvengono all'interno di un Eone, cercando di risalire alle fonti del pensiero caratteristico di quell'era, ci si accorge che tutto si può unificare in un'unica formula di filosofia di vita, la base su cui ogni individuo si conforma. Nell'eone precedente la formula caratteristica di vita è racchiusa nella proverbiale frase mistica "sia fatta la tua Volontà", denotando un chiaro concetto di sottomissione dell'uomo rispetto alla divinità che egli adora e il suo inginocchiarsi nella speranza di un eventuale salvezza dopo la morte. Questa era "l'era buia", della paura e della superstizione.
L'Eone di Horus, invece, designa un cambiamento radicale. Se prima l'uomo era costretto a realizzarsi per mezzo del sacrificio e della negazione dei sensi, adesso non è più necessario perché è lui al centro dell'universo e non il suo Idolo con i suoi dogmi inspiegabili, inferni e paradisi, paura e minaccia; adesso vi è fiducia in sé e nei propri mezzi, crescita e libertà, bellezza e forza, autodeterminazione. Ora è l'uomo il Centro della Ruota, il Dio di se stesso. Non più "sia fatta la tua Volontà" ma

"fai ciò che vuoi"
Questa è la Suprema Ingiunzione del Libro della Legge. Questo è il messaggio dato a tutta l'umanità.
Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge
e
Amore è la legge, amore sotto la volontà

= 93. Thelema, Volontà. La Parola della Legge del Nuovo Eone. Indica la Volontà Vera che si cela nelle profondità dell'essere dell'individuo. E' il "motore" della Stella. "Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge"

= 93. Agapè, Amore. Insieme con la parola Thelema costituisce la duplice formula del Nuovo Eone. Indica la natura della Legge. "Amore è la Legge, amore sotto la Volontà".
Al di là delle molteplici sovrastrutture mentali conferite dall'educazione, dall'esperienza e dall'opportunità (la volontà conscia), esiste all'interno del proprio ego una parte incontaminata e pura di cui ordinariamente non siamo consapevoli, ma che ci guida in ogni azione o scelta se non la soffochiamo/ostacoliamo deliberatamente, che è chiamata "Volontà Vera", o THELEMA. Questa Volontà Vera è una porzione di Infinito uguale e insieme a tutte le altre frazioni (attive o inattive che siano) presenti in tutto ciò che esiste. E' questo il motivo per cui una Volontà Vera non potrà mai contrastare un'altra Volontà Vera, né porre in essere azioni lesive delle altrui libertà. In questo modo ogni uomo/donna è realmente libero e senza restrizioni, perché gli unici limiti esistenti, quelli costituiti dalla altrui libertà, non sono limiti effettivi, essendo ogni volontà/libertà parte uguale della medesima entità cosmica (Hadit).
La libertà di un uomo è assoluta e totale ed è l'arma più determinante per la sua realizzazione. Ogni azione è perciò giusta e legittima, purché non violi la altrui volontà/libertà. Perciò l'autolimitarsi ingiustamente è l'unico peccato che esista. "La parola del peccato è restrizione" (AL.I.41), e il thelemita che compie la sua Volontà Vera, alla fine (perché il conto si fa alla fine del pranzo) trionfa inevitabilmente, avendo compiuto la sua Volontà in accordo con le leggi universali.
Poiché la formula fondamentale dell'universo e della vita è amore, e poiché è il più nobile dei poteri, cioè la Forza Coesiva Universale, vi è il rischio di venirne travolti; quindi bisogna saperlo gestire con la folgore della Volontà. I cambiamenti che il Mago o chiunque agisce in simil modo compie, devono sempre nascere dall'amore, e questo amore deve essere mitigato, misurato, controllato e pesato dalla Volontà. Senza di questa l'amore, sebbene il più nobile dei poteri, si abbasserebbe al pari di tutte le altre energie, divenendo quello che è qualsiasi cosa senza la volontà: una forza cieca. Da qui si intuisce facilmente come l'amore "sotto la volontà" è la forza coesiva universale correttamente indirizzata, e costituisce il cosiddetto "entusiasmo energizzato", il vero "motore" di Kundalini.

"Fa' ciò che vuoi" quindi non è licenza ad abbandonarsi a qualsivoglia idea o tendenza, irrispettosi di leggi ed individui: non è anarchia né caos, e nemmeno indisciplina o rilassatezza di costumi. La frase non invita l'individuo a "fare come gli pare" infischiandosene degli altri; ma, diversamente, ha molteplici significati, tutti rigorosi ed apprezzabili eticamente; e, in ultima analisi, è il più rigido dei legami.
Il significato più personale ed intimo è che, riguardo al proprio destino, ciascuno deve tentare di scoprire la propria Volontà Vera e sforzarsi di compierla. Solo così l'uomo avrà successo nella vita e godrà della relativa gioia e soddisfazione.

Conclusione
Il Libro della Legge, il Supremo Grimorio moderno, annuncia una nuova realtà di vita, un radicale cambiamento di pensiero, un approccio diverso verso il concetto di realizzazione, ponendo fine per sempre alle vecchie superstizioni e debolezze, dando un sistema intrinseco di incantesimi, rituali, massime, ecc, in pratica una "nuova" forma di magia, la cui corretta applicazione porta l'individuo inevitabilmente a potenziarsi al massimo, realizzandosi in toto nella Scoperta della sua Volontà Vera, per mezzo
della Luce, della Vita, dell'Amore e della Libertà,
la Parola della cui Legge è
Thelema

La Cosmogonia Thelemica
La Teologia del Thelema postula tutta l'esistenza manifesta come originata dall'interazione di due principi cosmici: l'infinitamente esteso, il Continuum Tempo-Spazio che tutto pervade; e l'atomico, Principio di Vita e Saggezza individualmente espresso. L'interazione di questi Principi danno origine al Principio di Coscienza il quale governa l'esistenza. Nel Libro della Legge, I Principi divini sono personificati da una trinità di antiche Divinità Egizie: Nuit, la Dea dello Spazio Infinito, l'Infinito Spazio di Infinite Stelle (ISIS); Hadit, l'Alato Serpente di Luce; e Ra Hoor Khuit (Horus), il Solare Signore del Cosmo dalla Testa di Falco.
Il sistema della Teologia Thelemica utilizza le divinità di varie culture e religioni come personificazioni delle specifiche forze divine, archetipiche e cosmiche. La dottrina Thelemica sostiene che tutte le diverse religioni dell'Umanità sono fondate sulle verità universali; e lo studio comparativo delle religioni è un importante disciplina per molti Thelemiti.
Il Calendario Thelemico
Il calendario thelemico conta gli anni dal 1904 e.v. (l'anno in cui è entrato l'Eone di Horus e in cui il Liber Al vel Legis è stato ricevuto). Ogni anno thelemico comincia il 20 di Marzo del calendario civile, (approssimativamente) all'Equinozio di Primavera dell'emisfero settentrionale.
Piuttosto che indicare semplicemente gli anni a partire dal 1904, il calendario thelemico usa un sistema a due numeri. Il livello "superiore" conta i periodi di ventidue anni dal 1904; il livello "inferiore" gli anni dall'inizio del periodo corrente. Entrambe le numerazioni sono a base zero, con i numeri diversi da zero rappresentati rispettivamente uno sopra e l'altro sotto in cifre romane. Così, ad esempio, l'anni civile 1996 è (dopo il 20 di Marzo) l'anno thelemico IViv, perché 1904 + (4 x 22) + 4 assomma a 1996.
Alcuni Thelemiti assegnano i 22 anni di ogni ciclo ai 22 Trionfi dei Tarocchi. Anche la numerazione dei periodi di 22 anni è assegnata in questo modo. Pertanto, il 1996 è doppiamente collegato al Trionfo IV del Tarocco, l'Imperatore.
Internamente ad ogni anno, le date ed i tempi sono spesso espressi dalla posizione del Sole e della Luna nello zodiaco tropicale. Ad esempio, il 12 Maggio 1996 e.v. alle 18.00 sarebbe indicato come "IViv, Sol 22° Taurus, Luna 29° Pisces." Questo specifica la data e l'orario preciso nel margine di due ore.
Quando indicano le date nel calendario civile, i Thelemiti applicano "e.v.". Questa è un'abbreviazione della frase latina "era vulgaris," o "era popolare".
Giorni Santi
I Giorni Santi ufficiali di Thelema sono indicati nel Libro della Legge, II, 36-41. Le date specifiche, che si trovano nei Commenti di Crowley al Liber Al, sono qui riassunte:
• I Rituali degli Elementi e Feste dei Tempi sono celebrati agli Equinozi e ai Solstizi.
• La Festa per la Prima Notte del Profeta e della Sua Sposa è celebrata il 12 di Agosto.
• La Festa per I Tre Giorni di Scrittura del Libro della Legge è celebrata l'8, il 9 e il 10 di Aprile, cominciando a mezzogiorno per ogni giorno.
• La Festa per Tahuti e per il figlio del Profeta, è di un carattere adatto solo agli Iniziati.
• La Festa per il Supremo Rituale (l'Invocazione di Horus) è celebrata il 20 Marzo e rappresenta l'apertura del nuovo Anno Thelemico.
• La Festa per l'Equinozio degli Dei si tiene all'Equinozio di Primavera di ogni anno per commemorare la fondazione del Thelema nel 1904.

Nella vita di ogni Thelemita sono celebrati tre punti di passaggio:
• La Festa per la Vita è celebrata alla Nascita.
La Festa per il Fuoco e per l'Acqua è celebrata rispettivamente alla pubertà di un ragazzo e di una ragazza.
La Festa Più Grande per la Morte è commemorata con la Morte dell'individuo.

Infine le "ultime" feste:
La Festa ogni giorno nel cuore, nella gioia di Hadit.
La Festa ogni notte per Nu, nella più grande delizia di Nuit.

Vari anniversari commemorativi degli eventi e delle figure principali della storia del Thelema e dell'O.T.O. sono celebrati informalmente dai vari corpi ufficiali.
"La parola della Legge è Thelema." - AL I:39
"Chi ci chiama Thelemiti non sbaglia, se intende letteralmente la parola. Perché in essa vi sono Tre Gradi, l'Eremita, e l'Amante e l'uomo della Terra. Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge." - AL I:40
"Invocatemi sotto le stelle! Amore è la legge, amore sotto la volontà. Fate 'sì che nemmeno i folli sbaglino amore; perché c'é amore ed amore. Vi è la colomba e c'é il serpente. Scegliete bene! …" - AL I:57
Saggio di Frater AL ChYL ASh MRVM
Liberamente ispirato agli scritti di Frater AL AVR TzCh SOR

giovedì, ottobre 28, 2010

Le forme pensiero



Il corpo mentale è il veicolo dell'Ego che risiede nel corpo causale e dove si esprime col pensiero astratto; il corpo di cui parliamo, quantunque sia il veicolo della coscienza sul piano mentale inferiore, "lavora" ugualmente nei corpi astrale e fisico dell'uomo; l'Ego si esprime e agisce come Osservatore distaccato, tramite l'intelletto.
È bene tenere presente che la quinta razza, la nostra, nello stadio attuale di evoluzione, sta sviluppando il corpo mentale concreto.
Le seguenti suddivisioni sono fatte a scopo di analisi e di studio, perché in effetti il Sé è Uno, per quanto varie possano essere le forme nelle quali si manifesta. Il mentale dell'uomo si divide in due parti distinte:
. Il corpo mentale concreto, con cui esprime i pensieri concreti.
. Il corpo causale, con cui esprime i pensieri astratti e i princìpi.
Il corpo mentale concreto è composto dai quattro sottopiani inferiori, mentre il corpo causale o mente superiore è formato di materia mentale dei tre sottopiani superiori. Esso contiene anche essenza elementale del secondo regno elementale.
Il corpo mentale è ovoidale e si proietta al di là del corpo fisico, formando un aura che aumenta di volume o dimensione a misura che l'uomo evolve.
Da notare che l'Ego agisce per mezzo del corpo mentale e tramite il sistema cerebro-spinale, mentre il sistema nervoso simpatico è strettamente legato al corpo astrale.
Principali funzioni del corpo mentale:
. Serve da veicolo al Sé allo scopo di concretizzare il pensiero.
. Esprime tali pensieri concreti per mezzo del corpo fisico, agendo attraverso il corpo astrale, il cervello eterico e il sistema cerebro-spinale.
. Sviluppa i poteri di memoria e immaginazione.
. Serve, man mano che l'evoluzione procede, quale veicolo separato di coscienza sul piano mentale.
. Assimila i risultati delle esperienze raccolte in ciascuna vita terrena e passa la loro essenza all'Ego, che è il vero uomo vivente nel suo corpo causale
L'unità mentale o atomo permanente, cuore e centro del corpo mentale, rimane stabile durante tutte le incarnazioni. Esso appartiene a uno dei sette raggi e ha il compito di conservare i risultati di tutte le esperienze acquisite durante le incarnazioni.
Quando l'uomo ha imparato a seguire soltanto gli impulsi del Sé, il suo corpo mentale diviene un riflesso del causale.
Il kama-manas (desiderio-mente) è il sé personale dell'uomo; è il manas inferiore che conferisce la nota individuale, per cui la personalità riconosce se stessa come "io" e, diventando intellettuale, si crede un'entità separata da tutti gli altri esseri, e non si rende conto dell'unità esistente al di là dei suoi sensi.
Le impressioni ricevute dal corpo astrale sono meno durature da quelle ricevute dal corpo mentale che le riproduce costantemente, servendosi della memoria e dell'immaginazione.
Il manas inferiore, quando conquista e sottomette kama (il corpo emozionale), diventa la guida delle più elevate facoltà mentali.
La certezza di poter dirigere se stessi proviene dalla consapevolezza che la natura superiore può dominare quella inferiore, quantunque quest'ultima opponga una strenua resistenza. Questo avviene quando il volere dell'uomo, che proviene dall'interno, padroneggia le circostanze esterne, perché guidato dalle esperienze accumulate.
Con il controllo di kama, il manas superiore diventa sempre più capace di trasmettere gli impulsi provenienti dall'Ego e che fluiscono nel cervello mediante il manas inferiore. L'Ego si manifesta soltanto quando le tempeste sono finite e la calma è profonda, solo allora "la Voce parla".
L'Ego o Anima, quantunque sia onnisciente sul suo piano, nei mondi inferiori lo è solo in latenza, e raramente il manas inferiore afferra qualche lampo nel cervello fisico della conoscenza proveniente dal corpo causale, sorgente principale di ogni sapienza.
Bisogna tenere presente che quando il corpo mentale è colpito da un'onda pensiero, sorge una tendenza a produrre un pensiero simile a quello sorto nella mente di chi a dato origine all'onda e la sua potenza dipenderà dalla forza e dalla chiarezza con cui è stata costruita.
Tutti coloro che pensano hanno quindi una grande responsabilità, perché inevitabilmente i loro pensieri colpiranno una grande quantità di gente. Perciò noi dobbiamo costantemente irradiare pensieri d'amore, di calma, di pace, di aiuto e di buona volontà, servendoci della potenza del pensiero.
La potenza di pensiero di più persone formulata all'unisono è sempre più potente della somma dei loro pensieri separati, perciò è estremamente utile che ci siano riunioni costanti di gente capace di generare forme-pensiero di alto livello.
La produzione di forme-pensiero avviene seguendo alcuni principi:
. La qualità del pensiero determina il colore.
. La natura del pensiero determina la forza.
. Il carattere definito del pensiero determina la chiarezza dei contorni della forma.
. La forza del pensiero e dell'emozione determina la grandezza della forma-pensiero
. La durata dipende dal sostentamento che le viene fornito, dopo essere stata generata, mediante la ripetizione del pensiero, sia da parte del creatore che da parte di altre persone.
Se il pensatore è molto evoluto e il suo pensiero è potente, la forma-pensiero si innalza al di sopra del piano mentale, ammantandosi di materia del piano buddhico, costituendo una grande forza benefica.
Ogni individuo produce tre tipi di forme-pensiero:
. Quelle che, non essendo concentrate né sul pensatore, né particolarmente dirette su altre persone, sono lasciate dietro come una specie di scia che segna la sua strada.
. Quelle che, essendo concentrate sul pensatore, ondeggiano attorno a lui e lo seguono ovunque egli vada.
. Quelle che escono come un dardo dal pensatore dirette verso uno scopo o un oggetto definito.
La forma-pensiero della prima categoria, se non viene in contatto con nessun altro corpo mentale, gradatamente esaurisce la sua forza e quindi svanisce.
Nella seconda categoria il cervello eterico non vi partecipa affatto, perché la trasmissione avviene direttamente tra un corpo astrale ed un altro.
Nella terza categoria il pensatore dirige la sua forma-pensiero direttamente e deliberatamente sul corpo mentale di un altro pensatore. Questo, quando l'umanità avrà sviluppato il mentale superiore, sarà il sistema di comunicazione del futuro. Esso è già adoperato dai Maestri nell'istruire i loro allievi
Una forma-pensiero mandata da una persona ad un'altra rappresenta un vero e proprio trasferimento di una certa quantità di forza e di materia dal trasmittente al ricevente. Essa trasmette un'idea completa e definita, trasferendo l'esatta natura del pensiero a coloro che sono preparati a riceverla.
Una forma-pensiero d'amore o di protezione, diretta fortemente verso un'altra persona (la distanza non conta), raggiunge questa e rimane nella sua aura come uno scudo ed un agente protettore , rinforzando le forze animiche e indebolendo quelle "nemiche" che premono su di lei. Non c'è migliore difesa di un cuore ed una mente puri per proteggerci e proteggere dagli assalti "nemici", perché, avendo dei corpi raffinati o sottili, essi non possono rispondere alle vibrazioni dense e grossolane.
Quando l'uomo sviluppa, crea, dirige e adopera le forme-pensiero coscientemente, la sua potenza è ovviamente molto accresciuta, perché egli può usarla quale agente della propria volontà.
La differenza tra il pensiero buono e quello cattivo dipende dal tipo di essenza elementale influenzata, che può essere più o meno fine. Ricordiamoci che anch'essa evolve mediante l'azione esercitata dai pensieri umani.
Il pensiero può essere trasmesso tramite telepatia diretta tra due cervelli eterici, due corpi astrali e due corpi mentali. Un pensiero produce delle vibrazioni, prima nel corpo mentale, poi nel corpo astrale, quindi nel cervello eterico e finalmente nelle molecole dense del cervello fisico. Con le vibrazioni , l'eterico è influenzato e le onde passano verso l'esterno, finché incontrano un altro cervello ricevente che, a sua volta, le trasmette ai corpi astrale e mentale, arrivando così alla coscienza.
La ghiandola pineale è l'organo di trasmissione del pensiero, ed è possibile accelerarne lo sviluppo in modo che possa adempiere la sua specifica funzione. Nel mondo mentale vi sono dei centri di pensiero il cui contenuto può essere ricevuto da coloro che sono sufficientemente forti e perseveranti. Essi offrono le seguenti possibilità:
. "Vedere" i diversi pensieri e seguirne le tracce fino a coloro che li hanno emessi e riceverne nuovi insegnamenti.
. Conoscere la verità nella Mente universale: questa può essere percepita da coloro che abbiano raggiunto l'unione cosciente con la Divinità o quanto meno se ne possono vedere i riflessi che sono alla portata di chiunque sia dotato di una mente capace d'innalzarsi a Lei.
L'uomo deve lavorare seriamente all'educazione del pensiero e a non lasciarlo vibrare a proprio capriccio; egli deve lasciare passare soltanto i pensieri che vengono dalla sua Anima : quando saprà mantenere la sua mente ferma, viva, vigile e in uno stato di assenza di pensieri, potrà manifestare la più alta coscienza.
L'aspirante deve esercitarsi deliberatamente nell'arte di pensare, in modo che possa influenzare un ambiente più vasto e produrre un effetto molto più grande di coloro che non sono esercitati.
Il corpo mentale dell'uomo è soggetto alle leggi dell'abitudine, come lo sono gli altri veicoli; quindi se lo abituiamo ad un determinato tipo di vibrazione, impara a riprodurlo facilmente e con prontezza, perché agisce come una calamita per tutti i pensieri simili ai suoi, arricchendo così di continuo il contenuto del suo mentale.
È l'ignoranza che permette l'indisciplina mentale, la conoscenza invece ci da la possibilità di controllare e porre sotto il nostro dominio il corpo mentale, tramite la volontà..
Il corpo mentale deve essere purificato e messo in condizioni di lavorare organicamente, per prepararlo alle facoltà occulte, come creare forme-pensiero e vederle per chiaroveggenza, e se anche non si è capaci di vederle, esse sono nel corpo mentale comunque; per questo è molto importante mantenere un grado elevato di purezza ed equilibrio mentale.
Dopo aver appreso la capacità di funzionare coscientemente nel corpo mentale, l'aspirante apprenderà a percepire il carattere illusorio dell' "io personale" , a identificare se stesso con l'uomo reale, l'Ego, a vivere nel corpo causale e in seguito ad unirsi al "Padre celeste".
La circolazione dell'energia mentale nella coscienza degli uomini, dipende dal corretto uso della mente e dalla proiezione della sua luce, sotto forma di illuminazione, a condizione che manteniamo sgombro il canale fra la mente inferiore e la superiore, e così prendere contatto col centro di conoscenza, sia esso l'Anima, la Triade spirituale, il Maestro o la Gerarchia.

Fonte: Associazione Pax Cultura







Le forme pensiero: come facilitare il raggiungimento dell’Armonia e del benessere nella nostra vita


Ogni pensiero mette in movimento una serie di vibrazioni correlative nella materia del corpo mentale, accompagnata da un gioco di colori meraviglioso, come lo zampillio di una fontana illuminata dal sole, ma portato all’ennesimo grado di delicatezza e vivacità di colore. Il corpo portato sotto questo impulso, espelle una parte vibrante di se stesso e questa prende la sua forma dalla natura stessa delle vibrazioni, nello stesso modo che sopra un disco ricoperto di sabbia si formano date figure sotto l’influenza di note musicali diverse. In questa operazione avviene che la particella espulsa attrae a sé materia elementare dal mondo mentale, materia che è di natura straordinariamente sottile.
Otteniamo così una forma pensiero pura e semplice, una entità vivente oltremodo attiva, che attinge vitalità all’idea che l’ha generata. Se essa è fatta di materia delle più sottili, avrà grande forza ed energia, e sotto la direzione di una volontà calma e forte potrà servire da agente potentissimo.
Tre sono i principi generali che determinano la produzione di tutte le forme pensiero:
1. La qualità dei pensieri ne determina il colore
2. La natura dei pensieri ne determina la forma
3. La precisione dei pensieri ne determina la nettezza dei contorni
a. Il significato dei colori nelle forme – pensiero e nelle visualizzazioni Nero
- odio e malignità
Rosso
- dal rosso mattone cupo al rosso scarlatto vivido: collera
- rosso cupo e repellente: passioni bestiali e tutti i pensieri sessuali Marrone
- marrone chiaro (quasi terra di Siena): avarizia
- grigio marrone ferrigno: egoismo
- verde che tende al marrone, macchiato da punti e guizzi scarlatto: gelosia Grigio
- grigio cupo e tetro: depressione
- grigio livido: paura
- grigio verdognolo: falsità
Verde
adattabilità - tinte cupe: falsità e inganno
- tinta delicata e luminosa: simpatia
Rosa
Affetto
- carminio limpido: affetto sano e forte
- se macchiato da marrone grigiastro: sentimento egoistico e accaparrante
- rosa pallido: amore disinteressato
- dal carminio fosco al rosa pallido: dalle passioni grossolane alla compassione
- rosa pallido unito all’azzurro: fratellanza universale
Arancione
- cupo: orgoglio ed ambizione
Giallo
- -in tutte le gradazioni: intellettualità
- ocra scuro: uso dell’intellettualità per scopi egoistici
- giallo cambogio: personalità intellettuale assai elevata
- giallo primula, pallido e luminoso: intelletto più alto e disinteressato
Blu
Sentimenti religiosi
- blu cupo tendente al marrone: devozione egoistica
- blu grigiastro: feticismo misto a paura
- blu intenso e smagliante: adorazione di un cuore devoto
- azzurro pallido: completa dedizione ed unione con il Divino
Viola
Sentimento misto di affetto e devozione
- tinte chiare: capacità di compenetrare e di rispondere ad un nobile ad altissimo ideale
b. Le tre classi di forme pensiero
Le forme pensiero possono essere distinte in tre classi asseconda dell’immagine che riproducono, vale a dire:
1. Pensieri che riproducono l’immagine del pensatore
2. Pensieri che prendono la forme di oggetti materiali
3. Pensieri che prendono una forma totalmente originale e che esprimono le qualità inerenti alla loro natura nella materia che si sono attirata intorno
c. Azione delle forme-pensiero
Le forme di forme pensiero dirette verso un dato individuo producono effetti ben determinati, i quali o si ripercuotono parzialmente sull’aura del ricevente aumentando così il risultato totale, oppure vengono respinte.
La forma di un pensiero di amore o di protezione diretto con forza verso un essere amato, muove verso l’oggetto e rimane nella sua aura quasi come uno scudo, come agente protettore. Nel caso in cui i pensieri, sia buoni che cattivi, vengono proiettati verso determinate persone, prima di adempiere alla loro missione dovranno trovare nell’aura di chi li riceve il materiale adatto a rispondere alle loro vibrazioni. Nessun impasto di materia può vibrare all’infuori di determinati limiti, e se la forma-pensiero si trova oltre i confini entro i quali l’aura può vibrare non potrà avere su di essa effetto alcuno. Anzi verrà da essa respinta e rimbalzerà verso chi l’ha generata, con energia proporzionata alla forza impiegata per proiettarla.
Tutto questo è utilizzabile nell’utilizzare il pensiero e le visualizzazioni in modo consapevole, nel momento in cui vogliamo produrre un certo effetto armonizzante su noi stessi o su di un’altra persona.

Tratto da “Le forme pensiero” di Annie Besant e C.W. Leadbeater